Transizione ecologica delle imprese: presentati a Capannori i risultati della ricerca dell’Istituto Demopolis sul tessuto produttivo per il progetto Extravert

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Questa mattina al parco scientifico di Capannori durante un incontro promosso nell'ambito del progetto 'Extravert' sono stati presentati i risultati della ricerca dell'Istituto Demopolis

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19 giugno 2025

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Sebbene il contesto internazionale e le dinamiche dei mercati globali vivano inediti scossoni, con le politiche commerciali statunitensi ancora in divenire e le conseguenze delle guerre in corso che incidono anche sulle rotte degli scambi e sui costi di materie prime ed energia, sono molte le imprese che scommettono sull’economia sostenibile e che sono pronte ad investire sul futuro verde e blu dello sviluppo. Nei contesti produttivi che affrontano la sfida della competitività a “suon” di innovazione, infatti, l’economia sostenibile non è più solo un’opzione: è la scelta; la più efficace; quella che attraversa ogni funzione aziendale e che richiede competenze mirate e nuove professionalità.
È quanto emerge dalla ricerca, realizzata da Demopolis, che è stata presentata oggi (giovedì) dal direttore dell’Istituto Pietro Vento al Parco Scientifico di Capannori nell’ambito del Progetto europeo “Extravert”, promosso dal Comune di Capannori con un importante partenariato internazionale, in seno al programma Interreg Marittimo.
La ricerca demoscopica è stata sviluppata intervistando dirigenti e manager di imprese toscane e dell’area transfrontaliera, con una particolare attenzione per i settori del turismo e della nautica. Ne emerge un panorama produttivo di peculiare interesse.

I due terzi circa dei vertici imprenditoriali dichiarano che nell’ultimo, complicatissimo lustro, l’attenzione alla sostenibilità ambientale è cresciuta significativamente nel proprio comparto (66%). Non a caso, la maggioranza assoluta, il 58%, sostiene che il tema della sostenibilità sia già parte integrante della strategia di impresa, a fronte di un 42% che lo definisce “obiettivo futuro”.
• “Nella percezione delle imprese intervistate – spiega il direttore di Demopolis Pietro Vento – l’attenzione alla sostenibilità ambientale rappresenta oggi un’opportunità di crescita aziendale: ne è convinto il 60%, a fronte del 31% che ritiene rappresenti un freno alla crescita”.

• Benefit di immagine e tutela dell’ambiente sono i principali vantaggi che – nella percezione del 72% degli imprenditori – gli investimenti in sostenibilità ambientale possono offrire. Poco meno della metà cita anche vantaggi in tema di competitività, per la possibilità di differenziazione nei mercati di riferimento.

• Nella percezione del tessuto produttivo, tuttavia, non mancano i limiti e le difficoltà operative negli investimenti in sostenibilità ambientale. Per come emerso nelle fasi di ascolto qualitativo degli attori economici, si tratta innanzi tutto, per il 66% delle imprese, dei problematici costi di adeguamento agli standard ed alle normative, ma circa la metà del campione cita anche i costi aggiuntivi tout court degli investimenti e le difficoltà burocratiche. Oltre un terzo ricorda la visione a corto raggio delle istituzioni. Molto significativo il fatto che oggi più di un quinto segnali la difficoltà di reperimento di risorse umane specializzate in tema di investimenti in sostenibilità ambientale.

• In termini effettivi, nelle aziende intervistate, le pratiche connesse all’economia sostenibile già prevalentemente attive o in programma: raccolta differenziata (92%), riciclo e valorizzazione dei rifiuti (61%), razionalizzazione dei consumi idrici (60%), strumenti di risparmio ed efficienza energetica (59%), utilizzo di energie rinnovabili (52%). Oggi, resta ancora minoritaria (33%) la verifica delle emissioni di CO2 o equivalenti.

“Da questa importante indagine emergono dati molto positivi e confortanti, poiché la maggior parte dei vertici d’impresa intervistati sostiene che il tema della sostenibilità sia già parte integrante della strategia di impresa - afferma il sindaco Giordano del Chiaro -. Ciò significa che la transizione ecologica delle imprese è un processo che sta realmente avvenendo attraverso l’utilizzo di pratiche improntate all’economia sostenibile e quindi rispettosa dell’ambiente. Emerge però che sul mercato scarseggiano le figure professionali che hanno le giuste competenze per accompagnare le imprese in questa trasformazione ‘verde’. Il progetto Extravert di cui il Comune di Capannori è capofila ha tra i suoi principali obiettivi proprio la formazione di queste nuove figure professionali , tra cui il Green manager, mettendo in campo un’Alleanza Formativo-Occupazionale per apportare un cambiamento al disequilibrio domanda/offerta di lavoro, in particolare mediante la sperimentazione e il consolidamento di un nuovo modello formativo nei territori interessati dal progetto”.

Oggetto centrale dell’indagine dell’Istituto Demopolis, promossa dal Comune di Capannori, è stata l’individuazione di nuove professionalità per l’economia “verde-blu”.
• Molteplice è la richiesta in Toscana e nell’area transfrontaliera, con le più disparate competenze: servono specialisti in politiche territoriali di sviluppo sostenibile (33% di citazioni), Energy manager (31%), esperti in valutazione d’impatto ambientale e bilancio di sostenibilità (28%), responsabili della sostenibilità delle strutture nel complesso (26%), esperti in valorizzazione e riciclo dei materiali (24%), in materiali e processi innovativi, in gestione della qualità dei processi eco-sostenibili e di prodotto (22%).

• “Le professionalità e le competenze necessarie per lo sviluppo dell’innovazione aziendale sostenibile – afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento - restano oggi di difficile reperibilità per il 67% degli imprenditori intervistati. Negli approfondimenti di ricerca è emerso l’identikit del Green Manager, una figura di coordinamento fra le competenze per la sostenibilità, capace di orientare l’attività aziendale, favorendo processi produttivi eco-sostenibili, efficienza energetica, strategie a basso impatto ambientale, rispetto di norme ambientali, miglioramento della reputazione”.

 

• La stima del fabbisogno potenziale di Green Manager disegna oggi segmenti di interesse rilevante nel panorama transfrontaliero. Il 37% delle aziende ritiene importante – almeno in linea di principio – la presenza di una figura professionale o consulenziale come il Green Manager nel proprio settore. Inoltre, il 38% dei vertici d’impresa intervistati immagina che la consulenza di un Green Manager potrebbe risultare utile anche alla propria azienda.

• In termini sintetici, il Green Manager dovrebbe essere un facilitatore operativo multi-skills della vita sostenibile delle aziende; non solo un ispiratore della via Green&Blue. Non a caso, dunque, fra le attività che dovrebbe saper svolgere per promuovere lo sviluppo sostenibile, la prima indicazione, segnalata dal 56%, riguarda il monitoraggio dell’impatto ambientale dell’azienda, in linea con i principi della Green e Blue economy. La metà del campione segnala la gestione e l’ottimizzazione dell'uso di energia (49%), e non solo per ragioni di sostenibilità ma anche per il necessario contenimento dei costi aziendali. Inoltre, il 42% rammenta l’urgenza per le aziende di monitorare e gestire bandi di ricerca e sviluppo e adempimenti normativi ambientali, anche per l'accesso ad incentivi e a possibilità di finanziamento agevolato. Sempre nell’ottica di poter contare su figure manageriali con visione e sguardo olistico sulle dinamiche aziendali, 4 su 10 ritengono che il Green Manager dovrebbe saper gestire e sviluppare innovazioni di processo/prodotto/servizio e modelli di business per migliorare la sostenibilità ambientale dell’impresa.

Nota informativa sulla ricerca
L’indagine è stata condotta, nei mesi di febbraio e marzo 2025, dall’Istituto Demopolis, diretto da Pietro Vento, su un campione di 204 realtà d’impresa toscane e dell’area transfrontaliera, nell’ambito del progetto europeo Extravert, promosso dal Comune di Capannori con un partenariato internazionale in seno al programma Interreg Marittimo Italia-Francia. Sono stati ascoltati presidenti, amministratori delegati, titolari d’impresa, dirigenti e manager, tutti con ruoli di vertice in azienda.
Direzione e coordinamento della ricerca a cura del direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento, in collaborazione con Giusy Montalbano e Maria Sabrina Titone.
Il Comune di Capannori è Capofila del partenariato internazionale del progetto “Extravert - Esperti per la transizione verde transfrontaliera”, costituito da CNA Liguria, Confindustria Centro Nord Sardegna, GIP FIPAN in Francia, GIPACOR e GRETA HC in Corsica, Fondazione Campus Studi del Mediterraneo e Na.Vi.Go.

 

UN FOCUS SUL CASO TOSCANA

Negli ultimi 5 anni, pesanti incognite hanno rallentato la sfida della transizione ecologica nel contesto produttivo italiano. Tuttavia, per le imprese più competitive e innovative, l’economia sostenibile non è più solo un’opzione: è la scelta più efficace.
È questo il caso della Toscana.
È quanto emerge dall’indagine condotta dall’Istituto Demopolis nell’ambito del progetto Extravert, i cui risultati sono stati presentati a Capannori.
Per il tessuto produttivo regionale, l’attenzione alla sostenibilità nelle scelte aziendali non è un freno alla crescita, se non per una minoranza. Si tratta piuttosto di una opportunità di sviluppo: la pensa così il 62% dei dirigenti e dei vertici delle aziende toscane., con un dato che cresce in modo significativo per i settori del turismo e della nautica.
La ricerca, presentata dal direttore di Demopolis Pietro Vento, ha tratteggiato le dinamiche del panorama produttivo transfrontaliero, approfondendo il “caso Toscana” e le peculiarità dei settori del turismo e della nautica, in considerazione della sensibilità specifica del tessuto sociale e produttivo regionale in tema di transizione ecologica, rilevata dall’Istituto di ricerche nell’ultimo decennio.
“I dati – ha spiegato il direttore dell’Istituto Demopolis Pietro Vento – confermano la tendenza: il 61% degli imprenditori toscani intervistati afferma che nell’ultimo lustro l’attenzione delle loro aziende alla sostenibilità ambientale è cresciuta. Il risultato si inquadra in un territorio dove le pratiche connesse all’economia “verde e blu” sono già prevalentemente attive o in programma: raccolta differenziata (93%), riciclo e valorizzazione dei rifiuti, ma anche strumenti di risparmio ed efficienza energetica (58%), utilizzo di energie rinnovabili (53%), razionalizzazione dei consumi idrici (52%)”.

• Ma oggi serve investire in specifiche professionalità. Anche perché è il mercato che lo chiede. Ma le competenze necessarie per lo sviluppo dell’innovazione aziendale sostenibile sono, anche in Toscana, di difficile reperibilità per il 63% delle imprese intervistate.
Le figure professionali utili per uno sviluppo sostenibile all’insegna dell’economia “Verde e Blu” hanno identikit precisi.
• In Toscana le imprese intervistate da Demopolis richiedono Energy manager (37%), esperti in valutazione d’impatto ambientale e bilancio di sostenibilità (33%), specialisti in politiche territoriali di sviluppo sostenibile (32%), ma anche responsabili della sostenibilità delle strutture ed esperti in gestione della qualità dei processi eco-sostenibili.

• Ma oggi serve anche una figura di regia dell’innovazione, capace di orientare l’attività aziendale in un’ottica di sostenibilità e di economia circolare, favorendo processi produttivi eco-sostenibili, efficienza energetica, strategie a basso impatto ambientale, rispetto di norme ambientali, miglioramento della reputazione aziendale: Il Green Manager, un esperto in visioni di futuro verde e blu, ben dotato di competenze.
• Nelle risultanze dell’indagine Demopolis per il Progetto Extravert, promosso dal Comune di Capannori nell’ambito del programma Marittimo Italia-Francia, il 36% dei vertici d’impresa intervistati in Toscana immagina che la consulenza di un Green Manager potrebbe risultare utile per lo sviluppo della propria azienda.

 

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Ultimo aggiornamento: 19/06/2025, 12:41

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