Verso la Capannori del futuro: nel 2022 partirà il percorso per la definizione del Piano operativo

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Avviso: i contenuti di questa pagina sono aggiornati al giorno 28 gennaio 2022, ore 14:32

2022, Comunicati Stampa, Urbanistica, Evidenza
Visuale di Capannori dall'alto

Aree di forestazione urbana e minor consumo di suolo, sviluppo delle piattaforme produttive fuori dai centri abitati, più spazio alla conversione e al recupero di capanne, manufatti ed edifici esistenti. Sono i punti chiave del Piano operativo, lo strumento di governo del territorio che sostituisce il regolamento urbanistico e che ha lo scopo di definire nel dettaglio in che modo e dove si può intervenire per lo sviluppo, la valorizzazione e la tutela del territorio. L’amministrazione Menesini durante il 2022 darà il via al percorso, che inizierà con un ciclo di incontri di ascolto dei cittadini per raccogliere contributi, idee e suggerimenti, e che porterà alla definizione del piano.

“L’avvio del piano operativo comunale darà uno slancio alle prossime scelte urbanistiche e ci dirà quale territorio vogliamo disegnare per il futuro – commenta l’assessore all’urbanistica Giordano Del Chiaro -. Si tratta del naturale completamento delle rilevanti politiche che in tema di urbanistica Capannori ha intrapreso negli ultimi 20 anni. Con il piano rafforzeremo la strategia di minor consumo del suolo e di riduzione delle aree edificabili su cui già con la variante generale del 2009 si era dato un netto cambio di passo rispetto al passato. Altro tema di cui si parla da tempo è quello della delocalizzazione delle aree industriali fuori dai contesti urbani. Il piano sarà un’occasione per intervenire concretamene per migliorare la qualità della vita dei cittadini, considerato l’impatto che gli insediamenti produttivi e i mezzi pesanti che vi accedono hanno sull’aria e sul traffico. Un’altra opportunità sarà quella del più facile riutilizzo dei fabbricati esistenti nei centri abitati e nelle corti. Accanto a questo porremo una grande attenzione sul tema della forestazione urbana, con tre grandi boschi urbani nelle aree più densamente abitate, e del verde nell’edilizia privata. Quella che adotteremo – conclude Del Chiaro – è una strategia lungimirante che, nel rispetto delle peculiarità del territorio, punta a consolidare Capannori come importante Comune della Piana di Lucca dal punto di vista della qualità della vita, con l’obiettivo di raggiungere la soglia dei 50 mila abitanti nei prossimi anni”.

Una volta definite le strategie su larga scala con il Piano Strutturale Intercomunale, il cui iter sta procedendo verso l’adozione, partirà il percorso per il Piano Operativo. Il primo punto sarà quello del minor consumo del suolo. Già nel corso del 2022, con la nuova delimitazione del territorio urbanizzato (centri abitati) diverse aree oggi edificabili saranno restituite al territorio agricolo; con il Piano Operativo, poi, anche i lotti di completamento residenziale all’interno dei centri abitati saranno ridotti e rimodulati. Una scelta, questa, connessa con la nuova perimetrazione dei centri urbani effettuata dal Piano Strutturale Intercomunale che sottrarrà dalla potenziale edificazione circa 4 chilometri quadrati di territorio.

Anche per quanto riguarda le attività industriali sarà seguita la strategia tracciata dal Piano Strutturale. Saranno cioè consolidate le aree del territorio a vocazione produttiva, come il Pip di Carraia e la zona di Salanetti, dove saranno possibili anche nuovi insediamenti. Inoltre sarà data la possibilità di delocalizzare le piattaforme industriali fuori contesto, ossia quelle che sorgono all’interno dei centri abitati o in prossimità di essi.

Per rispondere alle crescenti esigenze abitative del territorio, facendo fronte alla minore edificabilità dei terreni, il Piano si caratterizzerà per una maggiore potenzialità di conversione dei manufatti esistenti all’interno dei centri abitati o nei nuclei consolidati di corte. L’idea dell’amministrazione comunale è quella di ridurre la volumetria necessaria per convertire un manufatto in abitazione, ad oggi fissata in 60 metri quadrati se collocata in centro abitato o in un nucleo di corte. Questo consentirà, ad esempio, di trasformare con maggiore facilità una capanna non più utilizzata in un’abitazione in un’ottica di rigenerazione urbana e di valorizzazione del patrimonio edilizio esistente.

Un’attenzione particolare sarà inoltre data agli interventi di efficientamento energetico degli edifici e alla messa a dimora di nuovi alberi e piante in spazi privati in occasione di interventi edilizi, con possibilità di accedere ad agevolazioni riguardanti gli oneri di urbanizzazione.

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