'Scrigni di biodiversità': un progetto per tutelare le zone umide del Padule

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Avviso: i contenuti di questa pagina sono aggiornati al giorno 24 settembre 2022, ore 14:08

Anni, 2022, Comunicati Stampa, Ambiente, Evidenza
Oasi del Bottaccio

Tutelare le zone umide del Padule e in particolare quelle dell'ex Lago di Sesto attraverso interventi di rinaturalizzazione con finalità di riassetto idraulico per conservare e incrementare le specie selvatiche, vegetali e animali e preservare la biodiversità.

Questo l'importante obiettivo del progetto 'Scrigni di biodiversità' realizzato da Legambiente Capannori e Piana di Lucca, Legambiente Valdera  e WWF Alta Toscana  in collaborazione con Comune di Capannori, Comune di Bientina e Consorzio di Bonifica 1 Toscana Nord, che ha ottenuto un finanziamento di circa 20mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca attraverso la partecipazione ad un bando.

“Siamo molto soddisfatti di aver ottenuto questo finanziamento, per il quale ringraziamo la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, che ci permette di realizzare un progetto di grande importanza, perchè volto alla tutela delle zone umide del Padule con l'obiettivo di proteggere e sviluppare  le specie animali e vegetali che le popolano, tutelando così la biodiversità di un'area naturalistica di grande pregio e bellezza  che merita di essere salvaguardata al massimo - affermano gli assessori all'ambiente del Comune di Capannori, Giordano Del Chiaro e del Comune di Bientina, Desirè Niccoli e il presidente del Consorzio di bonifica Toscana Nord, Ismaele Ridolfi-.  Il progetto mira anche  a sviluppare un percorso naturalistico lungo la Greenway che sorgerà sul tracciato della ex ferrovia Lucca-Pontedera. Ringraziamo Legambiente e WWF per il loro impegno nella stesura del progetto”.


Per quanto riguarda in particolare Capannori questo progetto si inserisce in una strategia più ampia di salvaguardia delle aree umide come dimostra l'acquisto in corso da parte dell'ente dell'area umida del Lago della Gherardesca al fine di valorizzarla e di consentirne una maggiore  fruizione. 

“Il progetto persegue l’obiettivo 15 di sostenibilità, ovvero proteggere e promuovere l’uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, le foreste, contrastare la desertificazione, arrestare e invertire il degrado dei suoli e fermare la perdita di biodiversità - spiegano Maria Cristina Nanni di Legambiente Capannori e Piana di Lucca, Luciano Carlotti di Legambiente Valdera e Letizia Andreini di WWF Alta Toscana. Le proposte di rinaturalizzazione della zona umida del bacino del Bientina consistono principalmente  nella realizzazione di invasi con finalità di riassetto idraulico e a tutela delle specie selvatiche, animali e vegetali.


All’interno della Riserva Naturale Regionale di Bosco Tanali si andranno a ripristinare le chiuse idrauliche, a creare stagni arginati ed isolotti; verrà creato un percorso su cui saranno messe a dimora piante di querce, aceri, ontani, e verrà prevista una cartellonistica specifica”.

Gli interventi proposti dal progetto sono finalizzati ad incrementare le specie faunistiche nel Chiaro Nuovo realizzando altre aree allagate e prevedono il ripristino della funzionalità delle chiuse idrauliche nel Bottaccio, la risagomatura del Chiaro del Bottaccio (per circa 8mila metri quadrati) e del Chiaro del Tanali (per circa 5mila metri quadrati)  con un approfondimento circa 20 centimetri per aumentare il livello delle acque e garantire una maggiore riserva d'acqua  e la creazione di isolotti con i materiali di scavo. Il progetto 'Scrigni di biodiversità” prevede inoltre la creazione di un percorso sul lato ovest del Chiaro Nuovo attraverso la realizzazione di un piccolo argine in terra su cui saranno piantumate giovani piante e verrà installata una cartellonistica.Più nel dettaglio si prevede il rialzamento del percorso di accesso all'osservatorio realizzando uno scavo sul lato ovest del Chiaro con l'inclusione di prati umidi, la creazione di una fascia a canneto e la piantumazione di specie tipiche (circa 50 piccole piante)  come farnie, ontani, salici, biancospini e aceri lungo il sentiero. Altra azione prevista dal progetto è la realizzazione  di una pubblicazione che documenti le esperienze di tutela della biodiversità attuate negli ultimi anni con testimonianze scritte e fotografiche.

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