Scoperte due nuove stelle variabili binarie grazie alla sinergia tra Osservatorio astronomico di Capannori e Osservatorio astronomico 'Margherita Hack' di Firenze

Avviso: i contenuti di questa pagina sono aggiornati al giorno 21 agosto 2019, ore 13:33

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Osservatorio astronomico

Il team composto da Nico Montigiani (OAMH = Osservatorio Astronomico Margherita Hack, Firenze) , da Massimo Maria Santangelo (OAC = Osservatorio Astronomico di Capannori e Massimiliano Mannucci (OAMH, Firenze) lo scorso 23 maggio ha pubblicato la scoperta di due nuove stelle variabili periodiche, cioè stelle la cui luminosità varia periodicamente nel tempo.


Le immagini digitali e le misure fatte su di esse sono state ottenute da Montigiani e Mannucci tramite il telescopio da 35 cm dell'Osservatorio Astronomico Margherita Hack mentre le ricerche bibliografiche, l'analisi statistica dei dati e la scrittura della pubblicazione sono state fatte in larga maggioranza da Matteo Santangelo con software anche sviluppato in proprio dal personale dell'OAC di Capannori.
La scoperta è stata pubblicata in inglese su un bollettino professionale internazionale on-line denominato "The Astronomer's Telegram - ATel" sul numero 12797 del 23 maggio 2019 che è fruibile gratuitamente da chiunque sul sito: www.astronomerstelegram.org .
Le due stelle in questione, che si chiamano UCAC4 511-031703 e UCAC4 510-032641 e si trovano nella costellazione dei Gemelli a poca distanza angolare l'una dall'altra, erano già stata catalogate da alcuni astronomi in passato, ma nessuno si era mai accorto che la loro luminosità variava nel corso del tempo, e nemmeno ne aveva determinato il periodo.


Grazie anche al sofisticato software denominato ATSA (Astronomical Time-Series Analysis) realizzato dal personale dell'OAC è stato possibile analizzare le misure di luminosità prese dal personale dell'OAMH e determinare che le variazioni luminose di queste due stelle sono periodiche con periodi rispettivamente di 4.205 giorni edi 6.547 giorni. Questa ed ulteriori analisi dei dati effettuate dal personale dell'OAC hanno mostrato che queste due stelle sono variabili binarie a eclisse; cioè ciascuna di esse è composta in realtà da due stelle vicine tra loro (così vicine da non poterle vedere separate, e pertanto al telescopio ciascuna coppia sembra una sola stella) che orbitano attorno a un comune centro di massa su un piano orbitale che giace sulla nostra linea di vista, così che ad ogni giro in ciascuna coppia una stella passa davanti all'altra eclissandola e facendo diminuire così la luminosità del sistema complessivo composto dalle due stelle. Queste due nuove stelle variabili sono di una di una sottoclasse particolare chiamata EA (ossia tipo Algol) caratterizzate dal fatto di avere una luminosità costante tranne che in brevi momenti in cui la luminosità diminuisce verso un breve minimo; per giunta in queste due stelle i minimi di luminosità sono particolarmente brevi, ciò spiega come mai questa variazione non era stata notata in precedenza da altri ricercatori.


Questa scoperta testimonia come la sinergia e il lavoro di squadra portato avanti dall'OAMH e dall'OAC sia fruttUoso, in quanto sono già cinque le stelle variabili scoperte da quando è iniziata la collaborazione tra questi due osservatori toscani.

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