Inaugurati a Tassignano i sei alloggi di housing sociale a canone sostenibile

Avviso: i contenuti di questa pagina sono aggiornati al giorno 18 settembre 2020, ore 16:10

2019, Politiche per la casa, Grandi temi, Una comunità inclusiva, Evidenza
Il taglio del nastro

Con una breve e partecipata cerimonia che ha dato il via ad un vero e proprio Open day nella struttura, sono stati inaugurati oggi – lunedì 16 dicembre – i sei alloggi per l’housing sociale ricavati nella ex canonica di Tassignano dalla Fondazione Casa Lucca nell’ambito del più articolato progetto “Abitare collaborativo” che punta a recuperare e a rivitalizzare piccoli borghi rurali e collinari; e ad offrire delle risposte concrete alle esigenze di bisogno abitativo sul territorio per una determinata fascia di popolazione in stato di disagio.

Grazie a questi sei nuovi alloggi ricavati nell’edificio parrocchiale ora alcuni nuclei familiari potranno contare su una sistemazione più che dignitosa occupata, dopo una apposito bando pubblico, a fronte di un canone di locazione calmierato.

Al taglio del nastro erano presenti l’assessore alla partecipazione del Comune di Capannori, Francesco Cecchetti,Carlo Lazzarini, Mario Regoli e Daniela Micheletti rispettivamente presidente, vice presidente e direttore della Fondazione Casa Lucca, don Marcello Franceschi, parroco dell’unità pastorale di Capannori, Paganico, Tassignano, il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca Marcello Bertocchini e il consigliere regionale Stefano Baccelli.

L’intervento di recupero. I lavori di ristrutturazione dell’ex canonica di Tassignano, di proprietà della parrocchia, sono iniziati nel 2018 e si sono conclusi alcune settimane fa. Il complesso immobiliare è dislocato su tre piani (piano terra, primo piano e secondo piano oltre vani ad uso soffitta) dove sono stati realizzati gli appartamenti che saranno occupati dalle famiglie. Sul retro c’è un ampio spazio verde che arriva sino alla strada principale (via della Chiesa) che la Fondazione Casa Lucca ha intenzione di utilizzare come spazio comune per attività varie e condivise posizionando alcuni Gazebo e realizzando un orto sociale.

Al piano terra si mantengono funzioni di socializzazione e di utilizzo da parte dei gruppi parrocchiali oltre che un ufficio per gli operatori del cohousing e altri spazi comuni per i “condomini” tra cui anche l’area lavanderia. All’ultimo piano dell’edificio è stata ricavata un’ulteriore area comune. L’immobile è corredato da un’ascensore per consentire agli occupanti un facile accesso a tutte le unità abitative che si trovano al primo e al secondo piano.

L’obiettivo. Il progetto di Tassignano si rivolte ai nuclei familiari monoparentali, giovani coppie, donne e uomini adulti singoli e over 65 singoli o in coppia. Particolarità del cohousing sociale è un diverso modo di abitare, basato sulla condivisione e sulla solidarietà delle relazioni. Oltre agli alloggi privati, infatti, qui si trovano spazi e servizi in comune che sono stati organizzati in modo da salvaguardare la privacy di ognuno e allo stesso tempo il bisogno di solidarietà, offrendo risposte ad alcune questioni pratiche del vivere quotidiano.

L’investimento per il cohousing di Tassignano realizzato nell’ex canonica è stato di 660mila euro. Fondi derivanti dal progetto “Abitare collaborativo” messi a disposizione in primis dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e da un finanziamento CEI 8x1000, nonché dai contributi, sia pubblici che privati, tra cui quello del Comune di Capannori.

Particolarmente soddisfatto il presidente della Fondazione Casa Lucca CarloLazzarini: “Dopo quelli di Arsina a Lucca e di Antisciana a Castelnuovo Garfagnana - dichiara – quelli di Tassignano sono la terza tappa del progetto che si basa sulla volontà di rendere disponibili spazi abitativi a famiglie in difficoltà in luoghi del territorio da rivitalizzare, riqualificando immobili pubblici o privati. Inoltre dopo il cohousing del Moro in centro a Lucca rivolto agli over 65, questo di Capannori sarà è una coabitazione intergenerazionale che credo darà ottimi risultati per le dinamiche di mutuo aiuto e di solidarietà. Il progetto nel suo complesso è quello infatti di creare i presupposti per un'integrazione dell'esigenza abitativa, dello sviluppo sociale e del miglioramento della qualità della vita nelle frazioni o nei borghi collinari creando alloggi ad hoc e servizi di comunità”.

Un intervento molto importante, che risponde alle esigenze abitative di coloro che non riescono ad accedere al mercato per affittare o acquistare una casa – commenta l’assessore alla partecipazione, Francesco Cecchetti-. Di particolare interesse nel cohousing è la concezione della casa, che viene intesa come luogo al centro di un processo di rivitalizzazione del tessuto sociale ed economica all’interno del quale è inserita. Persone di generazioni diverse potranno cioè prestarsi aiuto a vicenda per facilitare a ciascuno i compiti della vita quotidiana. L’obiettivo è quello di realizzare una comunità intergenerazionale di coabitazione sostenibile, basata su un modellodi convivenza attiva, sull’aiuto reciproco e sulla volontà di mettere in compartecipazione conoscenze e capacità, anche attraverso forme di scambio non monetarie. Siamo quindi molto soddisfatti di questo intervento che è frutto di un gioco di squadra fra vari soggetti e che contribuisce anche a una riqualificazione di questa parte di Tassignano”.

Quest’ultima realizzazione della Fondazione Casa va salutata con soddisfazione non solo perché mette a disposizione altri appartamenti di edilizia sociale realizzati recuperando un edificio esistente, ma anche perché continua a proporre un modello abitativo – il cohousing – che scommette sui legami tra le famiglie e le persone, sulla cultura della solidarietà e sulla sussidiarietà – commenta l’Arcivescovo di Lucca, monsignor Paolo Giulietti -. Tutte cose di cui abbiano estremo bisogno per rinnovare il nostro modo di vivere nella “casa comune”, all’insegna di una visione meno individualista e più responsabile dei rapporti con gli altri e con il creato. Progetti come questo continuano a dare un senso a case canoniche non più necessarie per la residenza dei parroci, ma ancora preziose come segno di attenzione della Chiesa ai bisogni delle giovani famiglie, degli anziani e in generale delle fasce più deboli del popolo”.

Il progetto di Tassignano fa parte di una serie di interventi co-finanziati dalla Fondazione Crl e distribuiti su tutto il territorio provinciale – aggiunge il presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Marcello Bertocchini-. Seppure ispirato al protocollo d’intesa sottoscritto nel 2010 da Regione Toscana, Provincia di Lucca e dalla stessa Fondazione, la realizzazione dei nuclei abitativi nei locali messi a disposizione dalla parrocchia di Tassignano si fonda su un contributo supplementare di 1,6 milioni di euro stanziato nel 2015 dall’ente di San Micheletto e orientato alla riscoperta dei valori propri della condivisione di spazi e di esperienze tra famiglie. Nell’era della globalizzazione e delle comunità virtuali, con questo progetto si è voluto ritornare a un modello di abitare per così dire partecipato, improntato cioè alla reciprocità e, dunque, al superamento degli egoismi, che sono la causa principale, questi ultimi, dei mali di oggi: l’indifferenza e la solitudine”.

Il progetto di Tassignano nasce con l’intento di uscire dalla normale logica abitativa per riscoprire, seppur mantenendo e tutelando la necessaria intimità di ogni nucleo familiare la condivisione, secondo il modello del cohousing, di beni, spazi ed esperienze con altri. Per favorire la creazione di un clima positivo e collaborativo fra le diverse tipologie di destinatari sarà elaborato un progetto che agisca a favore della convivenza tra le persone che abitano assieme, secondo i concetti del co-living, dell’inclusione, della reciprocità intergenerazionale, della condivisione e dell’accoglienza.

Le famiglie che occuperanno i sei alloggi sono state selezionate a seguito di un bando pubblico promosso dalla Fondazione Casa Lucca lo scorso aprile e i cui termini si sono chiusi a metà giugno. I nuclei scelti e che rispettavano i requisiti del bando hanno intrapreso un percorso di progettazione partecipata degli spazi e della comunità, fino alla stesura della Carta dei Valori e del Regolamento di Coabitazione.

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