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Come posso usare il regolamento?

Chi è interessato può preparare una proposta e la può inviare benicomuni@comune.capannori.lu.it. L'ufficio valuta la proposta sulla base dell'attitudine a perseguire le finalità di interesse generale, l'opportunità a procedere e il grado di fattibilità.In caso di valutazione positiva, si apre la fase di        co-progettazione e alla fine si sottoscrive il patto di collaborazione. Se non sussistono le condizioni tecniche o di opportunità per procedere vengono date idonee motivazioni di diniego ai proponenti le motivazioni.

 

Ci sono aree soggette a vincoli?

Può capitare che ci siano aree soggette a vincoli. In questo caso gli uffici tecnici comunali si occuperanno di recuperare le informazioni necessarie e di condividerle con i proponenti.

 

A chi compete l'aspetto assicurativo?

Come previsto dal Regolamento, in generale, i cittadini sono corresponsabili con l' amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni. Il Comune ha previsto tra le attività istituzionali dell'ente, coperte da polizza di responsabilità civile la stipulazione dei patti.

 

Quali sono i tempi per fare un patto di collaborazione?

La durata dell'iter dipende dal grado di complessità del progetto proposto, dalla vastità delle azioni che si prefigge di realizzare, dall'eventuale coinvolgimento di altri enti pubblici e/o provati.

 

Se ci sono progetto e interessi diversi su uno stesso bene comune, chi media e come si fa?

Il Comune darà visibilità alle proposte tramite l'aggiornamento della pagina web dedicata. Se ci sono due o più gruppi interessati a realizzare interventi diversi su medesimo bene comune, l'amministrazione proporrà loro di incontrarsi e li sosterrà nella eventuale cooperazione. La mediazione verrà sempre proposta e sostenuta, mai garantita.

 

Se un bene comune è già curato da altri come si fa a proporre un patto di collaborazione?

Se un singolo cittadino/a vuole contribuire all'opera di altri già attivi verrà messo in contatto con essi.

 

Chi decide come valorizzare un bene comune?

E' il Comune l'ente titolato a decidere come curare i beni comuni di sua proprietà ma tutti hanno il diritto di fare proposte.

 

Il patto di collaborazione può riguardare anche beni privati o beni di altri Enti?

Una proposta di collaborazione può riguardare anche altri enti o privati, nei confronti dei quali il Comune può avere solo una funzione di contatto/collaborazione. Il Comune e i cittadini non possono decidere autonomamente che cosa fare di un'area privata: per legge il diritto a farlo è solo del suo proprietario.

 

Il regolamento prevede anche patti di collaborazione per beni immateriali come salute, cultura, accoglienza, istruzione?

Certamente Sì, il Regolamento sulla collaborazione tra cittadini e amministrazione per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani all'art. 2 specifica che i beni comuni urbani sono: "i beni materiali, immateriali e digitali che i cittadini e l'amministrazione anche attraverso procedure partecipative e deliberative, riconoscono essere funzionali al benessere individuale e collettivo".

 

Da quanti Comuni è stato adottato il patto?

A fine 2015 sono circa 70 i Comuni che lo hanno adottato, in tutta Italia, e altri 80 sono quelli che stanno affrontando l'iter per la sua approvazione.

I contenuti di questa pagina sono aggiornati al giorno 17 novembre 2020, ore 12:15

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