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Un ricordo di Alessandro Pieri (detto Farfalla)

ALESSANDRO PIERI (DETTO FARFALLA)


Alessandro Pieri, capannorese doc, nasce a Lammari l’8 dicembre 1932. Nato da una famiglia semplice, è il terzo di 5 fratelli. Il padre Remo è muratore e la mamma Pasqua Selmi casalinga.
Alessandro con la scuola proprio non si trovava e ben presto lasciò i libri per dedicarsi al lavoro, forse anche per la necessità di dover contribuire al misero reddito di cui la famiglia disponeva. Iniziò facendo il “piccino di bottega” dall’allora famoso calzolaio dei più grandi campioni di ciclismo, il maestro Luigi Colombini. Alessandro mise in quel lavoro tanta passione e dedizione e piano piano diventò anche lui un ottimo costruttore di scarpe, specialmente sportive. Dopo l’apprendistato fece il grande passo e, come di dice a Capannori, mise su bottega in proprio. Alessandro era consapevole di essere diventato un grande in quel campo, grazie anche al buon insegnamento del maestro Colombini e per rispetto, riconoscenza o qualcos’altro, evitò di essere un concorrente e non fece mai una scarpetta ad un corridore, ma entrò nel mondo del calcio, quello che poi era la sua vera passione. Avere un paio di scarpette del Farfalla era un sogno, da lui venivano i più grandi calciatori, ma rimaneva una persona semplice e a costo di prolungare di molto le giornate di lavoro, realizzava spesso anche il sogno di tanti ragazzi che giocavano nelle nostre squadre di provincia, facendo loro le famose pantofole di Farfalla. Era un grande appassionato di sport, grazie a lui, nacque il campo sportivo del convento della Madonnina e centinaia sono stati i ragazzi che sono passati dai tornei del Farfalla e da tantissime altre manifestazioni attraverso le quali sono stati trasmessi quei valori morali dello sport nei quali ha sempre creduto. Ci sarebbe tanto da parlare di Alessandro Pieri, di colui che per oltre 50 anni è stato un simbolo ed un esempio dello sport, dico solo che purtroppo i personaggi come Farfalla sono rari e quando si incontrano bisogna approfittare di loro perché possono veramente darci immensi insegnamenti. 

                                                                                                     Assessorato allo Sport