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ARCHITETTURA
SACRA MEDIOEVALE
DEL CAPANNORESE
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Durante
tutto il medioevo l'architettura sacra della lucchesia si distingue
sostanzialmente da quella coeva del resto della Toscana. Nella sensibilità
lucchese il gusto classico, che permane come una costante figurativa
locale, determina e controlla senza interruzione lo sviluppo dei linguaggi
sia architettonici che decorativi.
Infatti, mentre nell'architettura pisana l'influsso orientale si va
a combinare a quello locale dando vita a nuove forme espressive sia
nelle forme che nei modi ornamentali, in tutta la lucchesia si va sviluppando
una corrente culturale ben diversa.
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| Ovunque,
il romanico lucchese tende alla semplificazione delle forme e privilegia
la consistenza plastica; e, specialmente nella sistemazione esterna,
predilige " un nuovo senso delle superfici chiare, pulite, geometricamente
e volumetricamente esaltate nella loro nudità (
). Ci troviamo
di fronte a un momento assai vicino all'architettura romana imperiale
e alle basiliche paleocristiane" (1) . Ed è così che
in queste fabbriche, per la prima volta, avviene la fusione, tutta classica,
tra spazio interno e spazio esterno: tramite, in facciata, la puntuale
sottolineatura delle articolazioni e delle forme interne. |
Per quel che riguarda la decorazione scultorea si può non a caso
parlare di un vera e propria "ventata" di Neoclassicismo: sono
gli anni della riforma spirituale condotta da Anselmo da Baggio e da
Matilde di Canossa, personalmente impegnati nella grande ristrutturazione
della Cattedrale di San Martino a Lucca. E la maestranza che lavorò
per il vescovo dovette evidentemente avere un grande successo nella zona,
sia in città che nella campagna.
Le chiese del contado, e nel nostro caso di Capannori, rappresentano
dunque l'espressione più genuina della sensibilità locale:
sia perché esse conservano in maniera più pura l'originalità
della maniera di Lucca; sia perché, grazie alla loro "campagnola
semplicità, oltrepassano in genere il significato di mera pratica
muraria per raggiungere l'altezza della creazione artistica " (2):
riescono, in una parola, a trasmettere il vigore attivo e creativo del
linguaggio lucchese degli stessi anni.
Testo: Ilaria Giulia Pergola, Comune di Capannori
Bibliografia:
(1) A Caleca - C. Baracchini, Architettura Medievale in Lucchesia, in
"Critica d'Arte", 17 (1970), n°113 e 114.
(2) E. Luporini, Nota introduttiva all'architettura romanica lucchese,
(Belle Arti), 1948.
C.L. Ragghianti, Architettura Lucchese, Architettura Pisana, in "Critica
d'Arte", n° 28, 1968
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